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JBL Tune 310C: auricolari USB-C con EQ nel telecomando

Auricolari cablati USB-C economici di JBL, con tre preset EQ regolabili dal telecomando e un DAC pensato per l'audio hi-res: bassi generosi contro un dettaglio che resta acerbo, per chi cerca un cablato universale senza pretese audiofile.

· Recensione
JBL Tune 310C: auricolari USB-C con EQ nel telecomando
Crediti immagine: © JBL
Il verdetto
4/5 Buono

Un cablato USB-C onesto per la fascia più economica: bassi pieni, EQ a portata di telecomando e compatibilità universale, con isolamento e tenuta che restano acerbi. Per chi cerca un ricambio pratico senza pretese audiofile, il prezzo giustifica ampiamente i limiti.

Pro

  • + Bassi generosi e corposi
  • + Tre preset EQ dal telecomando
  • + Compatibilità USB-C universale
  • + Microfono sorprendente per il prezzo
  • + Ottimo rapporto qualità-prezzo

Contro

  • Tenuta instabile in movimento
  • Cavo rumoroso in movimento
  • Isolamento passivo altalenante
  • Dettaglio sonoro limitato
  • Nessuna certificazione anti acqua
Prezzo di listinoListino 17,99 €
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Con la scomparsa del jack da 3,5 mm dagli smartphone più recenti, il mercato degli auricolari cablati USB-C si è riempito di alternative economiche, spesso afflitte da un suono piatto o povero di funzioni. I JBL Tune 310C si inseriscono in questa fascia sotto i venti euro puntando su qualcosa in più della media: tre preset EQ richiamabili dal telecomando, un convertitore digitale-analogico dedicato e la certificazione hi-res audio. Il risultato è un prodotto che, per il prezzo, offre più di quanto ci si aspetti, con bassi generosi e un microfono sorprendentemente valido, a fronte di un dettaglio sonoro e di una tenuta che restano acerbi. Sono la scelta di chi cerca un cablato universale, pratico per il gaming o le chiamate, senza pretese audiofile.

Scheda tecnica

Tipo prodotto Auricolari con cavo
Connettività cablato
Tipo di fit in-ear
Cancellazione attiva rumore No
Peso (singolo auricolare) n.d.
Prezzo di listino 17,99 € — Controlla le offerte
Anno di uscita 2024
Certificazione IP Nessuna
Diametro driver 9 mm
Tipo driver dinamico
Risposta in frequenza 20-40000
Tipo connettore USB-C
Colori disponibili Nero, Blu, Rosso, Bianco

Descrizione generale

I Tune 310C fanno parte della gamma di ingresso di JBL dedicata agli auricolari cablati con connettore USB-C, usciti nel 2024 insieme al modello gemello Tune 305C, che adotta una vestibilità più larga e senza gommino, sul modello degli Apple EarPods. La differenza principale tra i due sta proprio nella tenuta: i 310C montano tre misure di gommini in silicone per ottenere una tenuta in-ear vera e propria, con conseguente isolamento passivo dai rumori esterni, mentre il fratello minore rinuncia a quella sigillatura in cambio di un comfort più aperto. La configurazione punta su un driver dinamico da 9 mm accordato secondo la filosofia JBL Pure Bass Sound, con certificazione hi-res audio e un convertitore digitale-analogico integrato nel connettore, una dotazione che a questo prezzo non è affatto scontata.

Il connettore USB-C li rende compatibili con un’ampia gamma di dispositivi, dagli smartphone Android più recenti agli iPhone senza jack, passando per PC e console portatili, con l’avvertenza di verificare che la porta del proprio dispositivo supporti l’audio digitale su USB-C. L’uso tipico è quello di un cablato di riserva o principale per chi vuole evitare la ricarica delle cuffie wireless, per il gaming in mobilità dove il collegamento fisico azzera la latenza, o per le videochiamate grazie al microfono integrato nel telecomando. Sono disponibili in quattro colori: nero, blu, rosso e bianco.

Design e costruzione

La costruzione è quella tipica della fascia economica: gli auricolari sono in plastica semplice, con finiture che non nascondono il basso costo ma restano dignitose per il prezzo. Il cavo piatto, pensato per ridurre l’aggrovigliamento, mantiene la promessa nell’uso quotidiano, anche se con l’utilizzo prolungato tende a incurvarsi in modo poco elegante. Il connettore USB-C, reversibile, si inserisce in entrambi i versi senza doverlo controllare. Sul lato destro del cavo si trova il telecomando a tre tasti, con una risposta tattile precisa: volume su e giù ai lati, tasto multifunzione al centro per riproduzione, chiamate e cambio preset EQ.

JBL Tune 310C neri con telecomando e connettore USB-C

Gli auricolari, leggeri, risultano comodi da fermi grazie alle tre misure di gommini in dotazione, che permettono di trovare una tenuta adeguata alla forma dell’orecchio. Il punto debole emerge in movimento: camminando o muovendosi con decisione, la presa può cedere e il peso del cavo tende a tirare l’auricolare fuori dal canale uditivo, un limite di cui tenere conto per chi li vuole usare fuori da una scrivania. Non è prevista alcuna certificazione di resistenza ad acqua o sudore.

Suono

La firma sonora dei Tune 310C punta decisamente sui bassi: il preset di default offre già un fondo corposo e presente, e passando alla modalità Bass, richiamabile tenendo premuti insieme i tasti volume, l’enfasi sulle basse frequenze aumenta ulteriormente, fino a risultare a tratti un po’ gonfia e meno controllata nei passaggi più rapidi. Le voci restano generalmente chiare e comprensibili, anche se in alcuni brani la respirazione e le sfumature più sottili del canto tendono a perdersi. Gli alti, nel preset di default, risultano abbastanza vivaci e mai davvero fastidiosi: a chi cerca un ascolto brillante piaceranno, mentre a chi preferisce un profilo più contenuto potranno sembrare leggermente sopra le righe. Il terzo preset, Vocal, riduce i bassi e mette in risalto le voci: funziona bene con podcast e contenuti parlati, meno con la musica, dove tende a introdurre una coloritura metallica.

JBL Tune 310C blu indossati per strada

Quello che manca, ed è coerente con il prezzo, è la finezza: il dettaglio fine, la separazione tra gli strumenti e la naturalezza dei timbri restano lontani da quanto offrono i cablati di fascia più alta, e chi cerca un ascolto davvero analitico resterà deluso. Sul fronte dell’isolamento passivo, il giudizio dipende molto dalle aspettative di partenza: chi non pretende una sigillatura totale trova che i gommini attenuino a sufficienza i rumori di fondo dell’ufficio o della strada, mentre chi arriva da auricolari con cancellazione attiva del rumore o da un in-ear più sigillante lo trova appena sufficiente, capace di smorzare i suoni ma non di cancellarli.

Caratteristiche speciali

L’elemento che distingue davvero i Tune 310C dalla concorrenza a basso costo sono i tre preset EQ richiamabili direttamente dal telecomando, senza bisogno di alcuna app: un vantaggio che manca perfino a qualche cablato più costoso. Il convertitore digitale-analogico integrato, unito alla certificazione hi-res audio, è una dotazione tecnica che a questo prezzo non è scontata, anche se il beneficio pratico resta limitato dalla qualità del driver.

Il microfono integrato nel telecomando sorprende in positivo: durante le chiamate la voce arriva chiara e priva di disturbi, con un risultato che in più di un caso supera quello di cablati più costosi.

JBL Tune 310C rossi indossati all'aperto

La compatibilità USB-C è verificata su una vasta gamma di smartphone Android di marche diverse, oltre che su iPhone recenti e computer, sempre senza bisogno di driver o configurazioni aggiuntive. L’assenza di Bluetooth elimina qualsiasi problema di latenza, un vantaggio concreto per chi gioca in mobilità e vuole sentire con precisione i passi degli avversari, oltre che per le videochiamate.

Cosa è piaciuto

  • Bassi generosi e corposi — Il preset di default offre già un fondo pieno e presente, e la modalità Bass aggiunge ulteriore spinta per chi ama un suono più impattante.
  • Tre preset EQ dal telecomando — Default, Bass e Vocal si richiamano tenendo premuti i tasti volume, senza bisogno di alcuna app: una flessibilità rara a questo prezzo.
  • Compatibilità USB-C universale — Funzionano senza problemi su smartphone Android di marche diverse, su iPhone recenti e su computer, senza driver né configurazioni.
  • Microfono sorprendente per il prezzo — In chiamata la voce arriva quasi sempre chiara e priva di disturbi, con un risultato che regge il confronto anche con prodotti più costosi.
  • Ottimo rapporto qualità-prezzo — Per una cifra contenuta offrono funzioni e resa sonora che normalmente si trovano su cablati di fascia superiore.

Cosa non è piaciuto

  • Tenuta instabile in movimento — Da fermi la tenuta è adeguata, ma camminando o muovendosi il peso del cavo tende a tirare l’auricolare fuori dal canale uditivo.
  • Cavo rumoroso in movimento — Il contatto del cavo con vestiti o oggetti genera un rumore percepibile che si trasmette fino all’orecchio, più fastidioso durante gli spostamenti.
  • Isolamento passivo altalenante — Attenua i rumori di fondo più comuni, ma chi arriva da un in-ear più sigillante o da un prodotto con cancellazione attiva del rumore lo trova appena sufficiente.
  • Dettaglio sonoro limitato — Il dettaglio fine e la separazione strumentale restano lontani da quelli di un cablato pensato per un ascolto analitico.
  • Nessuna certificazione anti acqua — Manca qualsiasi resistenza dichiarata contro acqua e sudore, un limite da considerare per chi li vuole usare anche in allenamento.

Confronto con le alternative

Nella fascia dei cablati USB-C sotto i venti euro il confronto più immediato è con gli Apple EarPods USB-C, che a un prezzo molto simile puntano su una vestibilità aperta senza gommino: più comodi per chi non sopporta la pressione dell’in-ear e per chi vuole restare consapevole dei suoni intorno a sé, ma privi di qualsiasi isolamento e con bassi più contenuti. Chi cerca invece una firma più neutra e un dettaglio superiore, sempre restando sotto i trenta euro, può guardare ai Samsung EO-IC100, che con un doppio driver e un convertitore digitale-analogico integrato offrono una resa più pulita, a scapito di un’impronta bassa meno generosa. Per chi è disposto a spendere qualcosa in più, intorno ai 45-50 euro, i SoundMagic E80D restano un passo avanti concreto sulla qualità sonora complessiva, con un in-ear più controllato e dettagliato.

Perché comprarli (e perché no)

Per chi ha senso. I Tune 310C sono la scelta giusta per chi cerca un cablato USB-C economico e versatile: bassi pieni fin dal preset di default, tre preset EQ per adattare il suono senza installare app, un microfono affidabile per le chiamate e zero latenza per il gaming in mobilità. Sono anche un buon ricambio da tenere nello zaino per chi non vuole dipendere dalla ricarica delle cuffie wireless, ad esempio in viaggio o in aereo.

Per chi non ha senso. Chi pratica sport o si muove molto durante l’ascolto troverà la tenuta poco affidabile e il rumore del cavo fastidioso: meglio orientarsi su auricolari true wireless pensati per l’attività fisica. Chi cerca un suono più dettagliato e una separazione strumentale superiore farà meglio a guardare ai Samsung EO-IC100 o, con un budget più alto, ai SoundMagic E80D. Chi ha bisogno di isolarsi davvero dal rumore ambientale, ad esempio sui mezzi pubblici, dovrebbe considerare un auricolare con gommini più sigillanti o con cancellazione attiva del rumore.

Verdetto finale

I JBL Tune 310C confermano che un cablato USB-C economico non deve per forza suonare piatto o essere povero di funzioni. Bassi generosi, tre preset EQ richiamabili dal telecomando e un microfono sorprendentemente valido li rendono un accessorio pratico e versatile, capace di reggere il confronto con concorrenti anche più cari. I limiti però ci sono e vanno messi in conto: la tenuta cede con il movimento, il cavo produce rumore quando ci si sposta, e il dettaglio sonoro resta lontano da quello dei cablati pensati per un ascolto più analitico. Nessuno di questi difetti pesa in modo grave se rapportato al prezzo di poco sotto i venti euro. Per chi cerca un cablato USB-C affidabile, da tenere come principale o come ricambio, offrono un rapporto qualità-prezzo tra i più convincenti della fascia.

Voto: 4.0/5

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