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WiiM Ultra: lo streamer di rete che fa (quasi) tutto

Uno streamer di rete che raccoglie giradischi, TV e servizi hi-res in un unico hub dal prezzo accessibile, chiedendo in cambio qualche rinuncia sulle finiture e sul suono in assoluto.

· Recensione
WiiM Ultra: lo streamer di rete che fa (quasi) tutto
Crediti immagine: © WiiM
Il verdetto
4,5/5 Ottimo

Per connettività, app e versatilità non ha rivali nella sua fascia, e la resa sonora è matura e pulita quanto basta. I limiti stanno nei dettagli, con phono e uscita cuffie più di comodo che di sostanza. A questo prezzo resta il punto di riferimento per costruire o svecchiare un impianto.

Pro

  • + Connettività senza pari nella fascia
  • + App di controllo eccellente
  • + Suono maturo, naturale, equilibrato
  • + Correzione ambientale ed EQ evoluti
  • + Costruzione curata, telecomando ottimo

Contro

  • Niente AirPlay
  • Phono e uscita cuffie solo di comodo
  • Bluetooth limitato a SBC e AAC
  • Touchscreen più vistoso che pratico
Prezzo di listinoListino 399 €
Vedi su Amazon

Chi vuole portare lo streaming hi-res in un impianto tradizionale, senza spendere quanto costa l’impianto stesso, di solito deve scegliere: o la qualità di conversione, o la ricchezza di funzioni. Il WiiM Ultra prova a non scegliere, e ci riesce quasi sempre. A 399 euro è uno degli streamer di rete più completi che si possano comprare, con una dotazione di ingressi e uscite che di norma si trova su apparecchi ben più cari. Si rivolge a chi ha un amplificatore o delle casse attive e vuole un’unica scatola capace di gestire servizi in streaming, giradischi, televisore e subwoofer, controllando tutto da un’app tra le migliori in circolazione.

Scheda tecnica

Tipo prodotto Streamer audio
Standard Wi-Fi Wi-Fi 6
Porta Ethernet
AirPlay 2 No
Chromecast built-in Sì (Google Cast)
Spotify Connect
Uscita analogica (RCA)
Alimentazione AC
Prezzo di listino 399 € — Controlla le offerte
Anno di uscita 2024
Piattaforma / app di controllo WiiM Home
Chip DAC ESS ES9038Q2M
Risoluzione audio massima 24 bit / 192 kHz (fino a 32 bit / 384 kHz e DSD512 via uscita USB)
Codec audio lossless supportati FLAC, WAV, AIFF
Bande Wi-Fi 2.4 GHz, 5 GHz
Versione Bluetooth 5.3
Codec Bluetooth SBC, AAC
Roon Ready
UPnP / DLNA
Ecosistema multiroom WiiM
Assistente vocale integrato Alexa
App musicali native Spotify, Tidal, Qobuz, Amazon Music, Deezer, radio internet
Ingresso line-in Sì (RCA)
Ingresso ottico
Uscita ottica
Uscita coassiale
Uscita subwoofer Sì (mono)
Uscita cuffie Sì (jack 3,5 mm)
Uscita audio USB Sì (verso DAC esterno)
Ingresso phono Sì (MM e MC)
Peso 1,42 kg
Dimensioni (L x H x P) 200 × 72 × 211 mm
Colori disponibili argento, grigio siderale

Descrizione generale

WiiM è un marchio giovane, nato all’interno di Linkplay Technology, che in pochi anni si è fatto conoscere con streamer di rete economici e sorprendentemente capaci. L’Ultra sta in cima alla gamma, sopra i più piccoli Mini, Pro e Pro Plus, e ne rappresenta l’evoluzione più ambiziosa. Se i modelli inferiori sono scatolette utilitarie che si nascondono dietro l’impianto, l’Ultra è pensato per stare in vista, con un display frontale a colori e una scocca curata.

La differenza sostanziale rispetto ai fratelli minori non sta nella parte di streaming, che resta sostanzialmente la stessa del Pro, ma nella connettività. All’ingresso RCA analogico si aggiungono uno stadio phono per giradischi, un ingresso HDMI ARC per il televisore, ottico digitale e una porta USB, mentre sul fronte delle uscite ci sono RCA, ottica, coassiale, una dedicata al subwoofer e un’uscita USB verso un DAC esterno. È questa abbondanza a definire il prodotto: più che un semplice lettore di rete, l’Ultra è un centro di smistamento attorno al quale si può costruire un impianto intero.

Il pubblico ideale è chi possiede già un amplificatore o delle casse attive e vuole aggiungere lo streaming senza cambiare tutto, ma anche chi parte da zero e cerca un’unica sorgente digitale flessibile. Grazie all’uscita con volume regolabile può pilotare direttamente un finale di potenza o dei diffusori amplificati. Su Amazon è disponibile in due finiture, argento e grigio siderale.

Design e costruzione

La cassa unisce alluminio e una parte frontale in vetro, con bordi arrotondati che richiamano da vicino l’estetica dei prodotti Apple, tanto che il grigio siderale sembra uscito dallo stesso reparto stile di un Mac Mini. La qualità costruttiva è buona per la fascia di prezzo, con incastri precisi e un peso che dà una sensazione di solidità. È più grande dei modelli precedenti, quasi il doppio del Pro Plus, ma resta compatto e trova posto tanto su una scrivania quanto in un rack hi-fi o sotto il televisore.

WiiM Ultra nella finitura argento

Il fronte è dominato dal touchscreen a colori da 3,5 pollici, affiancato da una grossa manopola che regola il volume e mette in pausa. Il display mostra copertine, icone degli ingressi, impostazioni dell’equalizzatore e preset, e risponde ai tocchi con la fluidità di uno smartphone. La manopola, invece, ha una sensazione plastica e non del tutto raffinata al tatto, adeguata al prezzo ma non oltre. Nella confezione arrivano il telecomando Bluetooth, apprezzabile perché reagisce ai comandi senza il ritardo tipico degli infrarossi, e tutti i cavi necessari, dall’ottico all’HDMI, così da poter collegare l’apparecchio subito, qualunque sorgente si usi.

Suono

Con il DAC interno, un ESS ES9038Q2M, l’Ultra offre una resa pulita e dettagliata, con un bilanciamento tonale naturale che non spinge né sui bassi né sugli alti. La firma è sostanzialmente neutra, appena calda, e proprio questo la distingue da molti apparecchi digitali di pari prezzo, spesso puliti ma anche magri sulle frequenze medie e un po’ insistenti sugli alti. Le voci escono articolate e con corpo, le basse frequenze hanno peso e controllo, mentre le alte frequenze mostrano il giusto dettaglio senza durezza.

La presentazione è aperta e spaziosa, con gli strumenti collocati con precisione nel campo stereo, e sa restituire dinamica e ritmo con una vivacità che rende piacevole l’ascolto su generi diversi. Le misure di laboratorio confermano l’impressione: rumore molto basso, distorsione contenuta e prestazioni di conversione al livello dei DAC dedicati, al punto da rendere superfluo aggiungerne uno esterno per la maggior parte degli impianti.

I limiti emergono solo nel confronto diretto con streamer di riferimento più costosi, che estraggono un filo di dettaglio e di texture in più, con una scena leggermente più ampia e un senso del ritmo più incisivo. Sono differenze reali ma di misura, che si notano soprattutto abbinando l’Ultra a diffusori e amplificatori di categoria superiore. Con impianti di fascia media la sua resa basta e avanza. La qualità inoltre resta costante tra le varie sorgenti, che si tratti di streaming, ingresso ottico o file letti da una memoria USB.

Caratteristiche speciali

Il vero punto di forza è la flessibilità. Sul fronte della rete l’Ultra supporta Spotify Connect, Tidal Connect, Qobuz, Amazon Music, Deezer e radio internet, con Google Cast e Bluetooth 5.3 per l’invio da altri dispositivi, oltre alla certificazione Roon e alla riproduzione via DLNA da un NAS. La connessione di rete è possibile sia via Wi-Fi 6 sia via cavo Ethernet. L’assenza più vistosa è AirPlay: a differenza del più economico Pro Plus, l’Ultra non lo supporta e non lo supporterà, trattandosi di un limite hardware. Per chi vive nell’ecosistema Apple e ascolta Apple Music è una rinuncia da mettere in conto.

Pannello posteriore del WiiM Ultra

L’ingresso HDMI ARC è una delle carte più interessanti: collegato al televisore riconosce e commuta l’ingresso in automatico quando parte l’audio, e si è dimostrato stabile nell’uso, tanto da rendere l’Ultra un ottimo cuore audio anche per il salotto. L’uscita dedicata al subwoofer è accompagnata da una gestione dei bassi completa, con regolazione di frequenza di taglio, livello e fase, utile per integrare un sub in un impianto stereo.

Il capitolo equalizzazione e correzione ambientale è ampio. Oltre a numerosi preset, ci sono un equalizzatore grafico e uno parametrico a 10 bande, impostabili per singolo ingresso e persino per singolo canale, e una correzione ambientale che sfrutta il microfono dello smartphone per adattare la risposta alla stanza. Quest’ultima è comoda e immediata, ma resta uno strumento di base: misura da una sola posizione, non permette di modificare la curva a mano e va usata con giudizio, soprattutto per domare i problemi sulle basse frequenze. Un dettaglio raro è che il segnale corretto viene reso disponibile anche sulle uscite digitali, coassiale, ottica e USB. A gestire il tutto è l’app WiiM Home, stabile, ordinata e ricca come poche altre in dotazione a uno streamer, sostenuta da aggiornamenti firmware frequenti che nel tempo continuano ad aggiungere funzioni.

Cosa è piaciuto

  • Connettività senza pari nella fascia. Ingresso phono, HDMI ARC, ottico, USB e uscita per subwoofer in un unico apparecchio da 399 euro: una dotazione che di solito richiede componenti separati e ben più spesa.
  • App di controllo eccellente. La WiiM Home è stabile, logica e completa, con una gestione di sorgenti, multiroom ed equalizzazione tra le più curate che si trovino a corredo di uno streamer.
  • Suono maturo, naturale, equilibrato. La conversione interna è pulita e neutra, appena calda, senza la magrezza e la durezza tipiche di molti apparecchi digitali economici.
  • Correzione ambientale ed EQ evoluti. Equalizzatore grafico e parametrico a 10 bande per ingresso e per canale, più una correzione ambientale immediata: un livello di controllo insolito a questo prezzo.
  • Costruzione curata e telecomando ottimo. Scocca in alluminio e vetro dall’aspetto premium, e un telecomando Bluetooth che risponde senza ritardi.

Cosa non è piaciuto

  • Niente AirPlay. L’assenza di AirPlay 2, dovuta a un limite hardware, penalizza chi usa iPhone, iPad e Apple Music e vorrebbe inviare musica dall’ecosistema Apple.
  • Phono e uscita cuffie solo di comodo. Lo stadio phono funziona ma restituisce un suono un po’ piatto, e l’uscita cuffie ha una resa modesta: entrambi vanno visti come comodità, non come sostituti di apparecchi dedicati.
  • Bluetooth limitato a SBC e AAC. Mancano i codec ad alta risoluzione come LDAC e aptX, e la resa via Bluetooth ne risente, anche se resta un ingresso poco usato avendo tante alternative in streaming.
  • Touchscreen più vistoso che pratico. Il display è bello e reattivo, ma per usarlo da seduti bisogna spesso alzarsi o chinarsi, e tutto ciò che mostra è comunque accessibile dall’app.

Confronto con le alternative

Nella fascia dei 300-400 euro l’Ultra si confronta con streamer che puntano più sulla qualità pura che sulla versatilità. Il Cambridge Audio MXN10, attorno ai 350-400 euro, resta il riferimento per chi mette la resa sonora davanti a tutto: offre un filo di dettaglio, texture e precisione ritmica in più, ma rinuncia a display, ingresso HDMI e stadio phono. Il Bluesound Node Nano, sui 300 euro, porta in dote l’ecosistema BluOS e il supporto ad AirPlay 2, comodo per chi ha già altri diffusori Bluesound o vive tra dispositivi Apple, ma non ha l’HDMI ARC né la correzione ambientale dell’Ultra. Chi è disposto a spendere di più e resta nell’ecosistema BluOS può salire al Bluesound Node, il fratello maggiore del Nano, mentre chi non ha bisogno di tutti gli ingressi analogici può risparmiare con il WiiM Pro Plus, il fratello minore che, tra l’altro, conserva il supporto ad AirPlay.

Perché comprarli (e perché no)

Per chi ha senso. Il WiiM Ultra è la scelta quasi obbligata per chi vuole aggiungere lo streaming hi-res a un impianto esistente, o costruirne uno nuovo, senza spendere una cifra sproporzionata. È perfetto per chi ha un amplificatore o delle casse attive e desidera un’unica sorgente che gestisca servizi in streaming, giradischi, televisore e subwoofer, controllando tutto da un’app curata. È l’apparecchio ideale anche per chi ama mettere mano all’equalizzazione e alla correzione della stanza, e per chi vuole tenere aperta la porta a un futuro DAC esterno via USB.

Per chi non ha senso. Chi antepone la pura qualità di conversione a ogni altra cosa, ed è disposto a rinunciare a ingressi e display, troverà nel Cambridge Audio MXN10 un suono un filo più raffinato. Chi vive interamente nell’ecosistema Apple e non può fare a meno di AirPlay e Apple Music dovrà guardare altrove, magari allo stesso WiiM Pro Plus o al Bluesound Node Nano. E chi punta a un impianto di fascia molto alta finirà per sentire i limiti dello streamer, che a quel punto conviene affiancare a un DAC dedicato.

Verdetto finale

Il WiiM Ultra è promosso con convinzione. Per quello che offre a 399 euro non ha un vero rivale: la dotazione di ingressi e uscite, la qualità dell’app e la flessibilità di configurazione lo rendono un centro nevralgico attorno a cui costruire o svecchiare un impianto, e il suono è maturo, naturale ed equilibrato ben oltre le aspettative della fascia. I compromessi ci sono, ma restano ai margini: lo stadio phono e l’uscita cuffie sono comodità più che punti di forza, il Bluetooth è limitato nei codec e manca AirPlay. In pura qualità sonora qualche concorrente più caro riesce a spingersi un filo oltre, ma serve un impianto di categoria superiore per apprezzarne la differenza. Considerato tutto quello che mette sul piatto, l’Ultra offre un rapporto qualità-prezzo difficile da eguagliare e si conferma il punto di riferimento per lo streaming di rete accessibile.

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