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Xiaomi TV Box S 3ª gen: Google TV e Atmos a poco prezzo

Un box Google TV compatto che punta tutto sul passthrough audio verso soundbar e sistemi home theater, a un prezzo che resta nella fascia economica. Il compromesso è nell'hardware: quanto pesano davvero 2 GB di RAM e una sola USB 2.0?

· Recensione
Xiaomi TV Box S 3ª gen: Google TV e Atmos a poco prezzo
Crediti immagine: © Xiaomi
Il verdetto
4/5 Buono

Uno dei box Android più equilibrati della fascia economica: immagine 4K completa, passthrough Atmos e DTS:X, Wi-Fi 6 e Google TV aggiornato. I limiti restano l'hardware essenziale e la dotazione di porte ridotta, ma per il prezzo il pacchetto convince.

Pro

  • + Passthrough Dolby Atmos e DTS:X
  • + Immagine 4K con Dolby Vision e HDR10+
  • + Storage da 32 GB e Wi-Fi 6
  • + Ottimo rapporto qualità-prezzo
  • + Compatto e discreto nel salotto

Contro

  • Solo 2 GB di RAM
  • Una sola porta USB 2.0
  • Nessuna presa Ethernet integrata
  • Rimossa l'uscita audio analogica e ottica
Prezzo di listinoListino 66,99 €
Vedi su Amazon

Chi possiede una TV di qualche anno fa, o un vecchio Chromecast ormai lento, si trova davanti alla stessa domanda: conviene un box esterno per riportare l’interfaccia allo stato dell’arte, o tanto vale accontentarsi dello smart integrato? Lo Xiaomi TV Box S di terza generazione risponde con un pacchetto che, per la sua fascia di prezzo, copre quasi tutto ciò che serve: immagine 4K con tutti i formati HDR, Google TV aggiornato e, aspetto centrale per chi ha un impianto audio dedicato, il passthrough di Dolby Atmos e DTS:X. È la scelta giusta per chi vuole una sorgente di streaming completa senza spendere quanto costa un box premium, a patto di accettare un hardware essenziale e una dotazione di porte ridotta all’osso.

Scheda tecnica

Tipo prodotto TV box Android
Sistema operativo Google TV
Risoluzione video massima 4K
Passthrough HDMI audio
Supporto Dolby Atmos
Supporto DTS:X
Standard Wi-Fi Wi-Fi 6
Porta Ethernet No (solo via adattatore USB)
AirPlay 2 No
Chromecast built-in
Telecomando incluso
Alimentazione AC
Prezzo di listino 66,99 € — Controlla le offerte
Anno di uscita 2025
Versione OS al lancio Android TV 14
Processore Amlogic S905X5M quad-core (fino a 2,5 GHz)
RAM 2 GB
Storage 32 GB
Formati HDR supportati Dolby Vision, HDR10, HDR10+, HLG
Versione HDMI HDMI 2.1
Bande Wi-Fi 2,4 GHz e 5 GHz
Versione Bluetooth 5.2
Assistente vocale integrato Google Assistant
App video principali Netflix, Prime Video, Disney+, Apple TV, YouTube
Gaming via cloud / app
Porte USB 1 (USB 2.0)
Caratteristiche telecomando Microfono, tasti dedicati streaming
Peso 91,2 g
Dimensioni (L x H x P) 97 x 97 x 17 mm
Colori disponibili Nero

Descrizione generale

Il TV Box S di terza generazione, arrivato sul mercato nella primavera del 2025, si colloca nella fascia media dei dispositivi di streaming Android: costa più di una semplice chiavetta HDMI ma resta lontano dai box premium come l’Apple TV 4K o il Google TV Streamer. È un box a sé stante da collegare a qualsiasi televisore tramite HDMI, pensato per portare l’interfaccia Google TV e l’intero catalogo di app del Play Store anche su schermi che non le hanno, o che le gestiscono in modo troppo lento.

Rispetto alla generazione precedente le differenze non sono rivoluzionarie, ma vanno tutte nella direzione giusta: il processore Amlogic è dato per circa il 25% più rapido, la memoria interna passa da 8 a 32 GB e la connettività wireless sale al Wi-Fi 6. Resta invece invariata la dotazione di RAM, ferma a 2 GB. È un dispositivo che si rivolge a chi vuole una sorgente di streaming ordinata e completa senza svenarsi: chi ha una smart TV datata, chi usava un Chromecast ormai fiacco, o chi tiene a collegare la TV a un impianto audio e ha bisogno di un passthrough audio pulito. Viene venduto in un’unica configurazione, di colore nero, con un listino intorno ai 67 euro.

Design e costruzione

La forma abbandona il box squadrato del passato per un profilo arrotondato, sottile sul davanti e leggermente più spesso verso il retro, simile a un ciottolo. La finitura nera opaca lo tiene defilato, così che possa stare accanto al televisore o essere nascosto dietro senza attirare l’attenzione. È molto leggero, appena poco più di 90 grammi, un valore sensibilmente inferiore a quello del modello precedente, dettaglio utile a chi vuole fissarlo dietro al pannello.

Xiaomi TV Box S dal profilo arrotondato

Le prese sono tutte allineate sul retro: alimentazione, una HDMI 2.1 e una sola USB di tipo A, ferma allo standard 2.0. Manca la presa Ethernet, così come qualsiasi feritoia di ventilazione, con la dissipazione affidata interamente al passaggio del calore attraverso la scocca. Il telecomando Bluetooth è funzionale, con microfono per l’assistente vocale e tasti dedicati alle principali app di streaming, ma la plastica trasmette una sensazione economica e il coperchio del vano batterie non è particolarmente saldo. Le batterie AAA, tra l’altro, non sono incluse nella confezione, che comprende invece l’alimentatore e un cavo HDMI.

Immagine

Sul fronte video il box copre tutto ciò che ci si aspetta da un dispositivo 4K attuale. L’uscita arriva alla risoluzione Ultra HD a 60 fotogrammi al secondo e sono gestiti tutti i principali formati ad alta gamma dinamica: Dolby Vision, HDR10, HDR10+ e HLG. Con una sorgente di buona qualità l’immagine risulta pulita e definita, con un contrasto corretto e colori che non appaiono slavati. Non va però chiesto al box ciò che non può dare: non esiste alcun upscaling capace di trasformare un contenuto scadente in un 4K nitido, e la resa dipende sempre dalla bontà del flusso di partenza.

Interfaccia Google TV dello Xiaomi TV Box S

Il vero passo avanti rispetto alla generazione precedente è l’adattamento automatico della frequenza dei fotogrammi, che allinea l’uscita alla cadenza nativa del contenuto e riduce gli scatti, soprattutto con film e serie girati a 24 fotogrammi. La funzione lavora correttamente con le app più diffuse, ma la sua efficacia dipende anche da come ciascuna applicazione la implementa: alcuni servizi la sfruttano appieno, altri restano bloccati su una cadenza fissa o limitano la riproduzione alla sola alta definizione. Su un box di questa fascia resta comunque una dotazione completa, difficile da trovare a un prezzo inferiore.

Suono

Per chi collega la TV a una soundbar, a un sintoamplificatore o a un impianto home theater, la parte audio è il motivo principale per scegliere questo box. Il TV Box S gestisce il passthrough di Dolby Atmos e DTS:X, inoltrando cioè il flusso audio codificato all’impianto perché sia quest’ultimo a decodificarlo. Con un sistema adeguato il risultato ha una reale profondità spaziale, e la separazione dei canali segue in modo coerente l’azione sullo schermo. Anche l’ascolto tramite cuffie o casse Bluetooth resta stabile e con un buon corpo.

Il quadro non è però del tutto privo di lacune. Il box non gestisce le tracce lossless più esigenti come il Dolby TrueHD, e in quei casi ripiega sul formato di riserva presente nel contenuto. È un limite che riguarda soprattutto chi riproduce file da disco o da libreria personale ad altissima qualità, mentre non tocca lo streaming dei servizi più diffusi, dove Atmos e DTS:X vengono inoltrati senza problemi. Più netta è invece la conseguenza di una scelta costruttiva: la terza generazione ha rimosso l’uscita audio analogica e digitale che il modello precedente offriva, lasciando l’HDMI come unica via per il suono. Chi contava di collegare un vecchio stereo o un impianto senza ingresso HDMI resta quindi tagliato fuori.

Caratteristiche speciali

Il sistema operativo è Google TV basato su Android 14, quindi con accesso all’intero Play Store, ai profili utente multipli, alla ricerca vocale e all’integrazione con la casa intelligente tramite Google Home. L’interfaccia mette in primo piano i suggerimenti personalizzati, ma per chi preferisce un impianto più tradizionale resta disponibile la modalità che mostra soltanto le applicazioni installate, senza consigli né pubblicità. Il Chromecast integrato consente di inviare allo schermo contenuti e mirroring da smartphone e computer, sia Android sia iPhone. Vanno invece segnalate come poco utili in Italia le app proprietarie Xiaomi TV Plus e PatchWall, legate a specifici mercati e spesso non disponibili nel nostro.

Telecomando Bluetooth dello Xiaomi TV Box S

Sul versante videoludico il box si difende meglio di quanto il prezzo lascerebbe pensare, grazie a una GPU nettamente più potente rispetto alla generazione precedente. Emulatori e giochi Android leggeri girano senza difficoltà, e con una rete solida funzionano bene sia i servizi di cloud gaming sia lo streaming dei giochi dal proprio PC tramite Steam Link, con un controller abbinato via Bluetooth. Non è però una piattaforma da gioco vera e propria: i titoli graficamente più impegnativi restano fuori portata, e va inteso come un’aggiunta gradita, non come un sostituto di una console.

Cosa è piaciuto

  • Passthrough audio completo. Dolby Atmos e DTS:X vengono inoltrati correttamente a soundbar e sintoamplificatori, con una resa spaziale convincente su un impianto adeguato. È il punto di forza per chi usa il box come sorgente di un sistema audio dedicato.
  • Immagine 4K con tutti i formati HDR. L’uscita Ultra HD gestisce Dolby Vision, HDR10, HDR10+ e HLG, con un’immagine pulita e ben contrastata quando la sorgente è di qualità.
  • Storage e Wi-Fi al passo. I 32 GB di memoria interna, quadruplicati rispetto alla generazione precedente, danno spazio ad app e aggiornamenti, mentre il Wi-Fi 6 rende lo streaming più stabile sulle reti affollate.
  • Adattamento automatico dei fotogrammi. La sincronizzazione della cadenza col contenuto riduce gli scatti con film e serie, una funzione che mancava sul modello precedente.
  • Rapporto qualità-prezzo. Per la cifra richiesta offre una dotazione difficile da eguagliare nella fascia, con prestazioni che vanno oltre le attese per un box economico.

Cosa non è piaciuto

  • Solo 2 GB di RAM. La memoria di sistema è rimasta invariata dalla prima generazione, e resta il principale collo di bottiglia: nell’uso quotidiano possono comparire rallentamenti nel passaggio tra le app e qualche incertezza sui contenuti più pesanti.
  • Una sola porta USB 2.0. L’unica presa USB è ferma a uno standard datato, che limita la lettura fluida di file 4K ad alto bitrate da un’unità esterna. Una USB più veloce sarebbe stata preferibile.
  • Nessuna presa Ethernet. La connessione cablata è possibile solo con un adattatore USB, una soluzione che funziona bene ma richiede un accessorio a parte e occupa l’unica porta disponibile.
  • Rimossa l’uscita audio analogica e ottica. A differenza del modello precedente, il suono passa solo dall’HDMI: chi ha un impianto più vecchio senza ingresso HDMI non può collegarlo.
  • Supporto software non garantito nel tempo. Lo storico degli aggiornamenti Xiaomi è stato incostante sulla generazione precedente, e non c’è alcuna certezza su quanti anni di aggiornamenti riceverà questo modello.

Confronto con le alternative

Nella fascia economica e media il TV Box S ha una concorrenza precisa, a seconda di cosa si cerca.

NVIDIA Shield TV Pro (intorno ai 220-260 €) — resta il riferimento tra i box Android per potenza bruta, upscaling con intelligenza artificiale e gaming, con presa Ethernet e più memoria. Ha senso per chi vuole il massimo e non bada alla spesa, ma costa oltre tre volte tanto.

Fire TV Stick 4K Max (intorno ai 70 €) — a parità di prezzo la chiavetta di Amazon offre un’esperienza più fluida e reattiva, ma vincola all’interfaccia e all’ecosistema di Amazon, ha meno spazio di archiviazione e non lascia collegare una USB per lo storage locale.

Google TV Streamer 4K (intorno ai 120 €) — più reattivo nella navigazione, con presa Ethernet integrata e funzioni di controllo della casa intelligente, è la scelta di chi resta nell’ecosistema Google e accetta di spendere di più per una risposta più immediata.

Perché comprarlo (e perché no)

Per chi ha senso. Il TV Box S di terza generazione è pensato per chi vuole una sorgente di streaming completa spendendo poco, e in particolare per chi collega la TV a una soundbar o a un impianto home theater: il passthrough di Atmos e DTS:X è il suo argomento più forte. È la scelta giusta per aggiornare un televisore datato o sostituire un Chromecast ormai lento, per chi apprezza Google TV e vuole poter collegare un’unità USB per i propri file, accettando lo standard 2.0.

Per chi non ha senso. Chi cerca la massima reattività, o arriva da un box premium come l’Apple TV 4K, percepirà i limiti dei 2 GB di RAM e potrebbe restare deluso; in quel caso vale la pena guardare al Google TV Streamer 4K o, senza limiti di budget, alla NVIDIA Shield TV Pro. Poco sensato anche l’acquisto per chi possiede già la generazione precedente: i miglioramenti ci sono ma non giustificano il cambio. E chi ha un impianto audio più vecchio, privo di ingresso HDMI, deve tenere presente che qui l’uscita analogica non c’è più.

Verdetto finale

Lo Xiaomi TV Box S di terza generazione è uno dei box Android più equilibrati della fascia economica. Non stravolge la formula del predecessore, ma la affina nei punti giusti: più memoria, Wi-Fi 6, adattamento dei fotogrammi e un’immagine 4K completa di tutti i formati HDR. Per chi lo usa come sorgente di un impianto audio, il passthrough di Dolby Atmos e DTS:X è il motivo che da solo giustifica la scelta.

I compromessi restano quelli tipici della fascia di prezzo: i 2 GB di RAM che ogni tanto si fanno sentire, l’unica USB 2.0 e l’assenza di una presa Ethernet nativa. Sono limiti reali, ma nessuno di questi tradisce le aspettative di un prodotto che costa poco. Considerando la dotazione complessiva e la cifra richiesta, è un acquisto che convince: uno dei modi più economici per avere Google TV, immagine 4K e audio surround corretto sullo stesso dispositivo, come si vede dal prezzo in offerta su Amazon.

Voto: 4.0 / 5

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